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Digitalizzazione&BIM: il bilancio della conferenza del 22 maggio

Virginia Creazzola
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Eventi, Notizie, Processo

Lo scorso martedì, presso l’Ordine degli Architetti di Roma, si è tenuta la conferenza “Digitalizzazione & BIM”, per parlare della rivoluzione digitale in atto e delle sue dirette conseguenze sul mercato dell’edilizia e delle costruzioni.

L’incontro, che ha visto la partecipazione di diversi professionisti del settore, ha permesso ai partecipanti di avere una panoramica completa sulle ultime tendenze del mercato immobiliare e di riflettere sulle grandissime possibilità dei nuovi strumenti digitali. I protagonisti coinvolti, chiamati a raccontare le proprie esperienze sul tema, hanno permesso attraverso differenti chiavi di lettura, di inquadrare il fenomeno della digitalizzazione in un ambito di applicazione più ampio, introducendo tematiche trasversali e proponendo percorsi di innovazione metodologica.

digitalizzazione e BIM

Grazie al contributo puntuale e attento dell’Arch. Lorenzo Bellicini, Direttore Tecnico del CRESME, il dibattito si è aperto affrontando sin dal principio le questioni legate alle variazioni del mercato immobiliare italiano e al nuovo ciclo di crescita di investimenti, soffermandosi su temi quali l’iperframmantazione e l’iperconcentrazione. È stato poi presentato dall’Ing. Gabriele Scicolone il REPORT OICE sui bandi BIM 2017, al fine di affrontare il tema delle gare per le opere pubbliche. La significativa crescita delle procedure che prevedono l’utilizzo del BIM avvenuta negli ultimi due anni, ha permesso di fare una riflessione concreta su come il mercato dei servizi e dell’ingegneria stia cambiando, tenendo conto non solo delle disposizioni introdotte dal nuovo Codice degli Appalti, ma anche della necessità di ottimizzare metodi e strumenti resi disponibili dalla recente rivoluzione digitale. L’intervento dell’Ing. Gianluca Pulciani, Responsabile Lavori e Iniziative speciali RAI, ha contribuito a fare un’ulteriore considerazione sulla situazione italiana. Il patrimonio edilizio gestito dalla RAI, che ammonta circa a 3 milioni di metri cubi, rientrante oggi nel progetto “Linea guida proprietaria” per l’implementazione BIM degli immobili, riconosce una considerevole importanza al tema della gestione e manutenzione, che è oggi molto dibattuto nel nostro Paese. L’Italia, infatti, prima di rivolgersi alle nuove costruzioni, deve ineluttabilmente provvedere al patrimonio edilizio esistente, sperimentando azioni che ne favoriscano la gestione, la conservazione e la valorizzazione.

Tra gli argomenti più interessanti emersi durante il dibattito pomeridiano, c’è da citare quello relativo alle nuove figure professionali introdotte dal BIM. L’Arch. Fabrizio Aimar, dopo aver tracciato un quadro generale sulla situazione delle professioni tecniche vecchie e nuove, ha fornito indicazioni su come il progettista tradizionale debba interfacciarsi con i nuovi strumenti digitali, proponendo prospettive a breve-medio termine per individuare potenzialità e lacune di questo settore in pieno fermento. Anche l’intervento dell’Arch. Matteo Gobbi, BIM Manager di Ariatta, ha permesso di introdurre una trattazione di recentissimo interesse. L’ambito dell’IoT – Internet of Things. Questo nuovo modo di interagire con le cose, “things” appunto, attraverso moderne ed innumerevoli forme di connessione, consentirà di monitorare e controllare il comportamento e i consumi dei nostri oggetti (compresi quelli di uso più comune), cambiando radicalmente le nostre abitudini quotidiane. Come spiega anche il nostro CEO Riccardo Pagani, i sensori e gli smart objects avranno sempre più un ruolo chiave negli ambienti e negli spazi del futuro. Attraverso una semplice connessione wireless alla rete Internet, gli oggetti potranno comunicare dati, accedere ad informazioni aggregate da parte di altri e creare un sistema pervasivo ed interconnesso direttamente con il modello BIM. Questo, permetterà di ottimizzare in tempo reale i processi produttivi e le attività economiche, riducendo in maniera sensibile l’inquinamento e il consumo delle risorse.

Riccardo Pagani BIM

Come è oramai noto, dall’anno prossimo, la digitalizzazione entrerà obbligatoriamente nel settore delle costruzioni, con lo scopo di innalzare la qualità dei progetti e rendere più efficiente il lavoro degli operatori, incrementandone la redditività. Come conseguenza, la rivoluzione del comparto edilizio porterà ad una maggiore trasparenza ed efficienza nella progettazione, nella realizzazione e nella gestione delle opere.

Dalle testimonianze degli esperti che hanno preso parte alla conferenza, si evidenzia un dato importante. Chi, tra le società di architettura o ingegneria, ha già abbracciato tale metodologia e si è mostrato reattivo nei confronti dei nuovi strumenti digitali, si trova già un passo avanti rispetto a chi ancora non lo ha fatto. Mutare il proprio metodo di lavoro, semplificare il workflow aziendale e in alcuni casi automatizzare i processi è un passo radicale ma importante, e permetterà a tutti i professionisti di lavorare con maggiore concorrenzialità. Lavorare nel mondo digitale significa essere un professionista digitale, capace di adattarsi alle nuove e continue sfide del mercato. Siamo in una nuova era e dobbiamo imparare ad adattarci e ad evolverci continuamente. È per questo che dobbiamo assimilare il BIM e renderlo il prima possibile uno strumento d’uso comune. Da quel momento in poi tutto sarà più facile!

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