I LOD da A a G della UNI 11337-4 e la scala LOD 100-500 diffusa negli Stati Uniti descrivono la stessa idea, cioè quanto è sviluppato un oggetto del modello, ma non si sovrappongono gradino per gradino. La ISO 19650 non usa nessuna delle due scale: chiede di definire il livello di fabbisogno informativo per ogni scopo, fase e oggetto. Una corrispondenza tra i tre sistemi esiste, ma è approssimata e va dichiarata come tale nei contratti.
Lavorando su commesse italiane ed estere, ci capita spesso di dover tradurre requisiti scritti in una scala per un gruppo di progettazione che ragiona in un'altra. Questo articolo raccoglie la tabella che usiamo come punto di partenza e i limiti di cui tenere conto.
Tre sistemi, tre logiche
UNI 11337-4 (Italia). Definisce sette livelli di sviluppo degli oggetti digitali, da LOD A a LOD G, e distingue la componente geometrica (LOG) da quella informativa (LOI). Gli ultimi due livelli, F e G, coprono l'opera eseguita e la sua vita utile.
LOD 100-500 (Stati Uniti). La specifica BIMForum, derivata dal protocollo AIA, usa i livelli 100, 200, 300, 350 e 400. Il LOD 500, elemento verificato in sito, è definito nel protocollo AIA ma la specifica BIMForum non lo dettaglia. Il LOD misura quanto gli altri soggetti possono fare affidamento sull'elemento, non quanto è bello il modello.
Livello di fabbisogno informativo (ISO 19650, EN ISO 7817-1). La ISO 19650 chiede che i requisiti informativi indichino il livello di fabbisogno informativo. La EN ISO 7817-1, che ha sostituito la EN 17412-1, spiega come definirlo: per ogni scopo, traguardo, soggetto e oggetto si specificano informazioni geometriche (dettaglio, dimensionalità, posizione, aspetto, comportamento parametrico), alfanumeriche (identificazione e contenuto) e documentali. Non è una scala ma un metodo.
L'Allegato I.9 del Codice dei contratti usa proprio l'espressione "livelli di fabbisogno informativo" tra i contenuti minimi del capitolato informativo. In pratica, nei capitolati italiani convivono spesso il lessico ISO e le classi della UNI 11337-4.
La tabella di corrispondenza
La tabella seguente è il nostro punto di partenza per tradurre requisiti tra i sistemi. La corrispondenza è approssimata: nessuna norma la stabilisce ufficialmente, i contenuti richiesti per lo stesso livello cambiano da categoria a categoria e da specifica a specifica.
| UNI 11337-4 | Cosa descrive | LOD USA (circa) | Come si scrive con il livello di fabbisogno informativo |
|---|---|---|---|
| LOD A, oggetto simbolico | Simbolo o raffigurazione di genere, caratteristiche indicative | LOD 100 | Geometria: simbolo 2D o volume indicativo. Dati: tipo di elemento. Documenti: nessuno |
| LOD B, oggetto generico | Geometria generica o di ingombro, caratteristiche indicative | LOD 200 | Geometria: ingombro con dimensioni approssimate. Dati: funzione e prestazioni attese |
| LOD C, oggetto definito | Geometria definita, caratteristiche riferibili a una famiglia di prodotti simili | LOD 300 | Geometria: dimensioni e posizione definite. Dati: prestazioni e requisiti normativi |
| LOD D, oggetto dettagliato | Geometria dettagliata, interfacce con altri sistemi e spazi di manutenzione approssimati | LOD 350 (talvolta 400) | Geometria: dettaglio con connessioni e spazi di rispetto. Dati: caratteristiche di una gamma definita di prodotti |
| LOD E, oggetto specifico | Prodotto specifico, dettaglio di fabbricazione, assemblaggio e installazione | LOD 400 | Geometria: forma del prodotto scelto. Dati: produttore, modello. Documenti: schede tecniche, disegni di officina |
| LOD F, oggetto eseguito | Oggetto posato o installato e verificato sul luogo, con indicazioni di manutenzione | LOD 500 | Geometria: as-built con tolleranza dichiarata. Dati: codici asset, matricole. Documenti: certificazioni, manuali |
| LOD G, oggetto aggiornato | Stato dell'oggetto nel tempo: manutenzioni, sostituzioni, degrado | Nessun equivalente diretto | Dati: storico interventi e stato di conservazione, aggiornati in esercizio secondo la ISO 19650-3 |
Tre avvertenze sulla tabella.
- Il LOD D è il gradino più incerto. Alcuni lo accostano al LOD 350, altri al LOD 400. Dipende da quanto il capitolato chiede di dettaglio costruttivo.
- Il LOD 500 americano parla di verifica in sito, non di gestione. La parte manutentiva del LOD F italiano va chiesta in modo esplicito.
- Il LOD G non ha un omologo nella scala americana. Nei contratti internazionali si esprime meglio come requisito di aggiornamento del modello informativo del cespite, l'AIM della ISO 19650-3.
Dove le corrispondenze si rompono
Lo stesso numero, oggetti diversi. Un LOD 300 per un muro e un LOD 300 per un'unità di trattamento aria non chiedono le stesse informazioni. Per questo sia BIMForum sia la UNI 11337-4 descrivono i livelli per categoria di elemento.
Geometria e informazioni viaggiano separate. La UNI 11337-4 distingue LOG e LOI. Capita spesso di chiedere geometria semplice e molti dati, per esempio per il Facility Management: con un'etichetta unica questo non si può scrivere.
I livelli non coincidono con le fasi. Con il D.Lgs. 36/2023 i livelli di progettazione sono due, progetto di fattibilità tecnico-economica ed esecutivo. Associare un LOD a ogni fase è utile come indicazione, ma un singolo modello contiene oggetti a livelli diversi.
Il rilievo dell'esistente segue regole proprie. In uno Scan to BIM conta la tolleranza rispetto alla nuvola di punti più dell'etichetta. Ne parliamo nella guida allo Scan to BIM, dove spieghiamo perché a Villa Serena abbiamo lavorato con tolleranze per categoria di elemento.
Come lo scriviamo nei contratti
Il metodo che usiamo, sia quando scriviamo requisiti per un committente sia quando rispondiamo a un capitolato, è lo stesso.
- Partire dagli usi del modello. Computo, coordinamento delle interferenze, Facility Management: ogni uso richiede informazioni diverse.
- Costruire una matrice per categoria di elemento e per fase, con le tre colonne del livello di fabbisogno informativo: geometria, dati, documenti.
- Usare l'etichetta come sintesi. Una colonna LOD UNI 11337-4, e se serve la corrispondente LOD 100-500, aiuta chi legge, ma il contenuto vincolante è la matrice.
- Rendere la matrice verificabile. Le proprietà richieste si possono scrivere come regole IDS e controllare automaticamente sui file IFC. È il lavoro del nostro servizio di validazione BIM.
Sul Rettorato di Roma Tre, per Manens-Tifs, BIMON ha sviluppato la progettazione definitiva ed esecutiva degli impianti elettrici, speciali e meccanici e il coordinamento multidisciplinare in BIM, estraendo dal modello gli elaborati di entrambe le fasi. È il caso tipico in cui lo stesso modello cresce di livello: gli impianti diventano più dettagliati da una fase all'altra, mentre altri elementi restano allo stesso livello perché non serve di più.
Sulla Red Line North di Doha BIMON ha affiancato Italferr nel coordinamento BIM di sette stazioni sotterranee, con elaborati definitivi ed esecutivi estratti dal modello federato. Quando gruppi diversi producono modelli in parallelo, una definizione comune del livello di sviluppo per categoria evita che ogni stazione interpreti il requisito a modo suo.
Riepilogo
- La corrispondenza A-G e 100-500 è utile per orientarsi, non per firmare un contratto.
- Il livello di fabbisogno informativo della ISO 19650 è il riferimento di metodo, anche in Italia.
- Il documento che conta è la matrice per categoria, fase e uso, allegata al capitolato informativo.
Le definizioni di LOD e LOIN sono nel nostro glossario. Per il quadro normativo completo vedete l'articolo su ISO 19650 e UNI 11337 in pratica. Se dovete scrivere o leggere una matrice dei requisiti, il nostro team di BIM management può impostarla con voi.














